In 2.500 al voto per le primarie del Pd Renzi conquista la provincia con il 77% (dom, 30 apr 2017)
Il segretario ha ottenuto 1.983 preferenze, 574 Orlando, Emiliano non era votabile. Il segretario provinciale Curti: «Una grande prova di democrazia. Grazie a tutti i volontari» Nessun dubbio: i simpatizzanti del Partito democratico di Valtellina e Valchiavenna stanno saldamente con il segretario uscente e, a questo punto, rientrante. Alle primarie Matteo Renzi ha ottenuto 1.983 voti, pari al 77% del totale contro i 574 ottenuti da Andrea Orlando, mentre il terzo contendente nazionale alla segreteria, il presidente della Puglia Michele Emiliano non poteva essere indicato non avendo raccolto le firme necessarie nel nostro collegio. Fattispecie sfuggita a qualcuno degli elettori che davanti a quel vuoto ha infatti optato per la scheda bianca. La giornata di voto ieri si è svolta nella più totale tranquillità nei venti seggi organizzati in tutta la provincia grazie al centinaio di volontari che hanno prestato il proprio tempo al partito. I dati finali parlano di un calo del 45% dei votanti rispetto all’analogo appuntamento del 2013 quando ai seggi andarono 4.663 valtellinesi. L’afflusso maggiore, chiaramente, nei due centri principali: Sondrio e Morbegno. Nel capoluogo hanno votato in 602: 483 a favore di Renzi (80%) e 112 per Orlando. A Morbegno hanno votato complessivamente in 413: 331 a favore di Renzi (80% esattamente come a Sondrio) e 77 per Orlando. Leggi l’approfondimento su la Provincia di Sondrio in edicola il 1 maggio
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Rifiuti in Valmalenco, esposto alla Corte dei conti (dom, 30 apr 2017)
«Nessun socio può danneggiare la società». Ha spiegato così l’amministratore delegato di Secam, Gildo De Gianni, l’intenzione della spa interamente pubblica di rivolgersi all’organo di controllo per segnalare l’affidamento della raccolta a soggetti esterni. L’annuncio dell’esposto è arrivato nel corso dell’assemblea dei soci di venerdì, al termine dell’intervento di replica di De Gianni alle obiezioni sollevate alla gestione finanziaria da parte di alcuni sindaci, gli stessi otto che poi hanno votato contro il bilancio. Tra loro anche i rappresentanti di Caspoggio, Lanzada e Torre protagonisti, insieme a Chiesa della scelta al centro della segnalazione. La questione è legata alla decisione di questi Comuni di non rivolgersi alla loro società - Secam interamente pubblica è di proprietà degli enti locali - per l’intera raccolta del pattume, ma di andare anche altrove con un affidamento “in proprio”. Un’operazione pensata e fatta nell’ottica del risparmio, evidentemente, ma che invece a detta di Secam si è rivelata più onerosa e causa di danno nei confronti della società stessa. «Secam è di tutti - ha detto venerdì in assemblea De Gianni -: o andiamo bene tutti o falliamo tutti. E invece c’è anche qualche Comune che si è inventato un affidamento non corretto per la raccolta dei rifiuti». Accuse quelle di De Gianni che gli interessati però rimandano al mittente. «Siamo convinti di aver fatto tutto secondo le regole - dice Fernando Negrini, il consigliere comunale di Caspoggio che si occupa della partita -. Grazie al nuovo sistema abbiamo risparmiato 50mila euro in un anno, soldi che, anziché utilizzare per pagare trasporto e smaltimento come facevamo prima, abbiamo impiegato per fare investimenti sulla piazzola di raccolta. Non capisco dunque da dove possa derivare il danno erariale».
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«L’edilizia fatica a ripartire In Valle serve un progetto serio» (dom, 30 apr 2017)
Il punto nell’incontro regionale della Filca Cisl a Valdisotto «Abbiamo scelto questa località per ricordare le vittime della Val Pola» Una due giorni significativa ed intensa, a Valdisotto, per parlare di economia e ricordare il trentennale della frana della val Pola. Si è svolto all’hotel Cepina, il dodicesimo congresso della Filca Cisl Lombardia, la categoria che rappresenta e tutela i lavoratori dell’edilizia, del cemento e del legno. “Per un sindacato delle generazioni: nuovi modelli, nuovi diritti” lo slogan della due giorni di confronto e dibattito che ha visto impegnati 108 delegati in rappresentanza dei 43mila iscritti. «Siamo qui in Alta Valle - ha sottolineato il segretario generale Filca Cisl Lombardia Francesco Bianchi – per dare un segnale forte ad un settore, quello dell’edilizia, che fa fatica a ripartire e che, quando lo farà, sarà lontano dai dati antecedenti all’anno 2008. Abbiamo scelto Valdisotto anche per tributare un omaggio alle vittime della val Pola e per porre l’accento sulla necessità di una maggiore attenzione al territorio ed alla sicurezza». «Come sindacato intendiamo prendere in mano il mercato del lavoro che, nel nostro settore, è per l’80% del caporalato. Siamo certi di riuscire a riqualificare il personale ed a piazzarlo in nuovi mercati». E sullo sviluppo della Valtellina, un settore sul quale puntare è quello della filiera bosco – legno: «Ad oggi l’80% degli alberi sono importati da Austria e Svizzera – ha rimarcato Bianchi -. Un terzo dell’Italia è boscoso ma il legname non viene utilizzato. Occorre puntare su di un progetto a lungo termine, su un ragionamento serio con le segherie e gli enti di vari livelli, un progetto che deve iniziare subito». La due giorni di Valdisotto è stata caratterizzata anche dall’intervento dell’economista Alberto Berrini, dai contributi da parte di diversi segretari del sindacato oltre che da un omaggio toccante alle vittime della val Pola, alla chiesa di Aquilone.
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«È un tesoro per la Valle» Il premio“Lavegin d’or” al cardinal Coccopalmerio (dom, 30 apr 2017)
Ieri mattina la cerimonia«Un profondo legame mi lega a questo paese»ha detto l’alto prelato Sernio Il “Lavegin d’Or” 2017 finisce in Vaticano. Il prestigioso riconoscimento, che l’associazione culturale dei Valtellinesi a Milano assegna ad un convalligiano che si è particolarmente distinto, è stato assegnato al cardinale Francesco Coccopalmerio, uno dei più stretti collaboratori di Papa Francesco. La cerimonia di consegna si è svolta ieri in una affollatissima stua del municipio di Sernio, paese di origine della mamma del cardinale e del quale Coccopalmerio è cittadino onorario. Erano presenti anche il prefetto Giuseppe Mario Scalia e il sindaco Eugenio Rinaldi. Il presidente dell’associazione, Franco Visentin ha spiegato le motivazioni dell’assegnazione del premio al cardinale: «Un grande personaggio ha saputo trasmettere la saggezza e lungimiranza della Valtellina. Un grande uomo di cultura e fede. È un tesoro della Valle». Il sindaco ha espresso la soddisfazioni dell’intera comunità: «Siamo molto contenti per il premio assegnato al nostro cardinale. Sono ancora radicati i suoi contatti qui a Sernio». Ed infine il grande festeggiato: «Questo premio è una grandissima emozione. Qui nacque mia mamma nel 1897 e sono rimasto a Sernio dall’ 8 settembre 1943 al settembre 1945. Ho frequentato qui la prima elementare con l’indimenticabile maestra Maria Capelli, qui ho ricevuto la prima comunione da don Pio Lenatti. Con mio fratello Mario facevamo la raccolta delle mele e ho assorbito la spiritualità e la bellezza di Sernio».
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Scommessa vinta per Street Golf La città va in buca (sab, 29 apr 2017)
Campo di gara le vie del centro. Gonfiabile e putting green hanno attirato i più piccoli. In gara coppie affermate ma anche famiglie Una giornata di sole era il presupposto fondamentale per la riuscita di Street Golf, non una semplice gara, seppure nella sede inconsueta delle strade cittadine, ma una promozione a tutto campo di questa disciplina, attirando in Piazza Vecchia e sul percorso centinaia di persone che di questo gioco conoscevano poco o nulla. Quindi, la giornata è partita con il piede giusto, anche se le temperature della prima mattinata erano quasi invernali. Piazza Cavour era il centro strategico della manifestazione: qui era concentrato il Villaggio dell’Ospitalità: oltre ai gazebo degli sponsor e dell’organizzazione e un punto ristoro c’erano due strumenti molto utili per familiarizzare con il golf. Il primo era rappresentato da un gonfiabile, dove chiunque, abbiamo visto soprattutto bambini, sotto gli occhi e l’insegnamento del maestro Marco Guerisoli, potevano apprendere le prime nozioni su come si colpisce la pallina, che poi andava a terminare la sua corsa sulla parete di fondo. Il secondo era un piccolo putting green, dove s’impara la tecnica, fondamentale, di mandare in buca una palla molto vicina. Attorno, poi, erano schierati tutti i modelli di Iperauto, il gruppo automobilistico main sponsor delle due giornate della rassegna. In piazza, molti voti noti. Tra loro, anche Attilio Ramponi, il principale promotore dell’avvio della pratica golfistica in provincia, circa 35 anni addietro. Da allora la disciplina ha fatto grandi passi: dal piccolo terreno di gioco di Chiuro, con pochissime buche, alle diciotto attuali del campo di Caiolo, ritenuto tra i più belli della Lombardia. Verso le 13,30 la piazza si è riempita per le operazioni di verifica delle iscrizioni, con ben 44 coppie. La pratica del golf in queste condizioni si allontana dalla normalità, sia per la modifica di alcune norme regolamentari sia per il peso delle palline, molto inferiore a quello normale per non provocare spiacevoli incidenti, quindi non è scontato che ad affermarsi sarà una coppia forte sulla carta. Alle 14,30 è stato dato il via, con le coppie dei concorrenti dislocate sulle nove buche: via Romegialli, palazzo Martinengo, piazza Garibaldi, Hotel della Posta, piazzale Bertacchi, giardini Sassi, piazzale Quadrivio, castel Masegra, per terminare in piazza Cavour. Alcune buche erano classiche, realizzate su tappetini sopralzati altre decisamente anomale: nella due, in Piazzale Martinengo, si partiva da una terrazza e si doveva imbucare … una macchina scoperta. Un obiettivo che metteva in difficoltà le coppie meno tecniche, ma non bisogna dimenticare che i contenuti agonistici della prima giornata di Street Golf erano limitati, quasi superati dall’intento promozionale. Al termine soddisfazione generale. Domani, sul campo di Caiolo, al termine della gara domenicale, saranno redatte due distinte classifiche: la prima sarà quella assoluta, cioè quella di tutti i partecipanti, la seconda riguarderà la combinata di Street Golf, ottenuta sommando i punteggi di ieri e oggi.
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Crescita costante per la Bps «Grazie a strategie sempre oculate» (sab, 29 apr 2017)
Il consigliere delegato Pedranzini ai soci: «Spesso in controtendenza, ma i risultati ci sono» Una banca che segue linee strategiche proprie, a volte in controtendenza rispetto al resto del mondo bancario, senza lasciarsi condizionare dal mercato e «dalle mode». Il consigliere delegato della Banca Popolare di Sondrio, Mario Alberto Pedranzini, lo ha ribadito a più riprese questa mattina al Pentagono di Bormio, davanti a una platea di 2.461 soci presenti in sala (3.946 iscritti al voto), ai quali il consiglio d’amministrazione al completo ha portato un bilancio che chiude a 98 milioni di euro e un accantonamento per i dividendi di 27,2 milioni. In attesa di capire quale sarà il futuro societario, la Bps ha proseguito la propria crescita per linee interne, conquistando fette di mercato nelle zone scelte per l’espansione dell’attività, contando su personale giovane (40 anni medi), preparato e pronto a fare fronte alle richieste dei clienti. Nel 2016, ha sottolineato Pedranzini, sollecitato anche dall’intervento critico di un socio, sono state aperte altre cinque filiali, di cui due in Veneto: «Vogliamo aprire nel Nordest, vogliamo conoscere quel territorio. Sappiamo che ci sono minacce per il sistema bancario che potrebbero rendere più pressante la vigilanza. Ma noi guardiamo avanti, facciamo scelte strategiche mirate alla sostenibilità dei piani industriali con una visione di medio-lungo termine. I fatti incresciosi accaduti nel sistema bancario sono avvenuti perché si è privilegiato il corto respiro con relative remunerazioni, la Bps ha sempre mirato a salvaguardare gli stakeholder». Insomma, mentre negli anni passati era di moda acquistare sportelli, magari a caro prezzo, «abbiamo costruito in proprio», e ora gli altri istituti chiudono filiali e gestiscono esuberi di personale, mentre la Popolare ancora nel 2016 ha assunto altre 128 persone. La crescita si esplica in una integrazione sempre più stretta tra operatività digitale e tradizionale, supporto alle imprese, non soltanto con l’erogazione del credito, che nel 2016 ha visto un incremento del 12% rispetto al 2015 di quelli erogati agli artigiani. L’attenzione viene anche dallo sviluppo ormai consolidato e accreditato di una rete di supporto all’internazionalizzazione. I 343 milioni di euro dati dai soci nel corso dell’ultima operazione di aumento del capitale, «hanno già trovato riscontro in altrettanti utili di esercizio. A tanto ammonta la sommatoria degli ultimi tre risultati di bilancio consolidato. «Performance, questa - ha sottolineato il consigliere delegato - che non ha trovato conferma nel sistema, che complessivamente, dal 2014 a oggi, ha generato oltre 14 miliardi di euro di perdite». Così a fronte di un Roe di sistema a -10%, la popolare di Sondrio vanta un +4%. «Entro un anno e mezzo - ha aggiunto Pedranzini - arriveremo a validazione del rating. L’Emilia Romagna lo ha già fatto e ha migliorato il common equity di 300 punti, noi passeremmo al 14% dall’attuale 10%». Sul fronte dei cosiddetti crediti non performanti, la Bps ha visto una lieve frenata dei deteriorati (-0,44%), «un decremento che per quanto lieve è significativo perché è avvenuto con l’introduzione di politiche aziendali particolarmente prudenziali». I coefficienti raggiunti sul patrimonio nel 2016 confermano la solidità dell’istituto, che ha raggiunto un total capital ratio al 13,58% contro 10,50 % richiesto dalla vigilanza. Leggi l’approfondimento su La Provincia di Sondrio in edicola il 30 aprile
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Popolare Sondrio in assemblea. Gli utili in salute (sab, 29 apr 2017)
Ottimi risultati nonostante i fondi versati per la stabilizzazione delle crepe del sistema bancario Utili importanti in un contesto ancora difficile, che hanno dovuto scontare l’impegno preso per “puntellare” la tenuta di un sistema che ha mostrato parecchie crepe. È in corso al Pentagono di Bormio l’assemblea dei soci della Banca Popolare di Sondrio, l’istituto guidato dal consigliere delegato e direttore generale Mario Alberto Pedranzini e dal presidente Francesco Venosta. La comunicazione è arrivata nelle settimane scorse dopo l’approvazione del bilancio consolidato e d’impresa del 2016. I dati preliminari consolidati, approvati e diffusi il 9 febbraio, sono stati integralmente confermati. Il primo numero del bilancio consolidato del Gruppo bancario, nell’esercizio 2016, è l’utile netto di 98,599 milioni di euro, risultato della sola attività ordinaria. Il risultato, pesantemente penalizzato dai contributi e dagli altri oneri legati alla stabilizzazione del sistema bancario, pari a 58,852 milioni, è inferiore, rispetto all’esercizio 2015, del 23,74%. Il bilancio d’impresa della capogruppo fa invece segnare l’utile netto di 80,048 milioni di euro, anche in questo caso risultato della sola attività ordinaria, non influenzato da plusvalenze derivanti da cessioni di attivi. Tale cifra avrebbe potuto essere ancor più di rilievo se la Popolare di Sondrio non fosse stata penalizzata dalla contabilizzazione dei contributi ordinari per 11,170 milioni e straordinari per 26,355 milioni al Fondo di risoluzione nazionale, questi ultimi in relazione agli interventi resisi necessari per il noto salvataggio di quattro istituti di credito risoluti, cui si sono sommati i contributi ordinari a favore del Fondo interbancario di tutela dei depositi pari a 6,370 milioni. A questi si aggiunge la svalutazione della quota del Fondo Atlante - costituito per il salvataggio di istituti di credito risoluti o in difficoltà - per 13,950 milioni e 1,007 milioni per l’intervento del Fitd, Schema volontario a favore della Cassa di Risparmio di Cesena. Complessivamente, come indicato prima, la somma è pari a 58,852 milioni al lordo dell’effetto fiscale che hanno gravato sul conto economico e che fanno il paio con quelli già sostenuti nel 2015. Se si escludono i predetti oneri, l’utile netto sarebbe di circa 119 milioni di euro, con una diminuzione, su base omogenea, di circa il 6%. Il dividendo unitario è di 0,06 euro. La raccolta diretta segna 28.002 milioni, più 5,16% rispetto all’anno precedente, e i crediti netti verso clientela sommano 21.332 milioni, più 6,55%. Intanto le nuove erogazioni a famiglie e imprese oltre il breve termine superano gli 1,8 miliardi di euro. È in significativo calo la dinamica degli ingressi dei Non performing loans (i crediti deteriorati), mentre le rettifiche nette su crediti per deterioramento scendono nell’esercizio del 39,13%. Il costo del credito si posiziona all’1,09% dall’1,90%. È in ulteriore incremento il grado di copertura del totale credito deteriorato: al 46,20% dal 44,00%. La copertura delle posizioni a sofferenza è pari al 62,77% dal 61,05%, mentre il Texas ratio, calcolato come rapporto tra il totale dei crediti deteriorati netti e il patrimonio netto tangibile, è al 98,60%. «Nell’esercizio in rassegna l’economia ha iniziato a trasmettere i primi segnali della tanto attesa ripresa, sebbene lo abbia fatto in modo disomogeneo e senza convinzione - è l’analisi della Bps -. In tale contesto, si ritiene che la banca possa continuare nel proprio autonomo percorso di sviluppo, con positivi risultati economici. Per il 2017, perdurando l’attuale contesto dei tassi ai minimi storici, si registrerà ancora una certa pressione, seppure in calo, sul margine d’interesse. Il rischiararsi della congiuntura generale, con riscontri sulla qualità del credito e, dunque, sull’entità delle relative rettifiche, potrà avere effetti positivi sulla redditività aziendale. Il contributo delle commissioni è atteso in miglioramento, mentre continuerà l’azione volta al contenimento dei costi». In uno scenario complicato per il settore bancario nazionale, sia per le difficoltà di varie società, sia per le conseguenze dell’innovazione tecnologica, dalla Bps arrivano notizie molto significative. È proseguita nel 2016 l’attività di sviluppo territoriale con l’apertura di cinque nuove filiali in Lombardia, Veneto e Liguria. Lo sviluppo è stato adeguatamente supportato con l’assunzione di nuovi collaboratori. L’organico si è portato da 3.115 a 3.156 unità. Come detto, il Cda ha deliberato di proporre all’assemblea la distribuzione di un dividendo unitario lordo di 0,06 euro rispetto a 0,07 corrisposti riguardo all’esercizio 2015. L’utile di cui viene proposta la distribuzione ammonta a complessivi 27,2 milioni. La compagine sociale comprendeva, a fine anno, 182.797 soci, con una contrazione, rispetto al dicembre 2015, di 2.682 unità.
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Basket serie C Silver, notte della verità per la Pezzini (sab, 29 apr 2017)
Luci al PalaMattei questa sera per gara1 dei playout, con i gialloneri che ricevono l’XXL Bergamo nella sfida che vale la salvezza Visto quanto accaduto alla Bm Sondrio nei playoff di serie D, guai a sottovalutare gli avversari. La compagine morbegnese ospita alle 21,15 la rivale orobica in un match da non fallire per mantenere la categoria. In casa giallonera mancano Gottari e Crippa ancora squalificati dopo la trasferta di Sesto, mentre coach Gianfranco Busi si dimostra fiducioso alla vigilia. Tutti i particolari sulla sfida su La Provincia di Sondrio in edicola il 29 aprile
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Secam chiude un altro bilancio in positivo, ma in otto dicono «no» (ven, 28 apr 2017)
Conti col segno più - «per il diciannovesimo anno consecutivo» -, tariffa dei rifiuti che diminuisce a fronte invece dei quantitativi di pattume che aumentano - per la prima volta da sei anni a questa parte - e costi per il servizio idrico integrato minori rispetto a quanto ipotizzato nel piano d’ambito. Sono alcuni dei dati salienti del bilancio dell’attività di Secam, la società interamente pubblica che gestisce rifiuti e acqua per i Comuni della provincia di Sondrio, presentato per l’approvazione ai soci ieri nel corso dell’assemblea annuale. Un’assemblea che ha riservato qualche sorpresa con otto Comuni che hanno deciso di esprimere voto contrario al conto economico. Un «no» arrivato da Grosotto, Lovero, Sondalo, Lanzada, Caspoggio, Torre Santa Maria, Villa di Chiavenna e Gordona. Di fatto gli enti che fanno riferimento all’associazione InComune, complessivamente il 5,1% dei 63 votanti.
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Aevv verso la Multiutility del Nord (ven, 28 apr 2017)
Abbandonare la posizione in solitaria per «guardare oltre il benessere attuale cercando di interpretare correttamente il futuro». Cambia strategia l’Azienda energetica Valtellina e Valchiavenna Con un utile raddoppiato negli ultimi cinque anni, forte dell’esperienza dell’aggregazione, tutta locale, del 2011 tra Asm Sondrio, Aem di Tirano e Valdisotto servizi, l’Aevv alza il tiro e prospetta un percorso analogo di aggregazione, questa volta però in chiave lombarda, per continuare a crescere ed affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo. È stata firmata nei giorni scorsi la lettera d’intenti tra Aevv, Lrh Lecco, Acsm-Agam Como-Monza, Aspem Varese e A2a per l’avvio dell’elaborazione di un progetto di sviluppo della nuova Multiutility per il Nord della Lombardia (Mnl). Obiettivo della società unica di riferimento per i servizi nelle province di Sondrio, Lecco, Como e Varese - come indicati nella lettera - «valorizzare le realtà locali nel rispetto delle singole identità aziendali, aiutandole a crescere nei territori di riferimento, nell’ottica di un complessivo rafforzamento competitivo» attraverso la sinergia con la struttura finanziaria ed industriale di A2a, beneficiando del know-how e delle economie di scala di un operatore industriale consolidato in Lombardia.
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Delebio, più di un mese di ritardo La posta è ormai un miraggio (ven, 28 apr 2017)
Imprese e residenti a Delebio lamentano il problema. Fatture, assicurazioni, ma anche periodici non arrivano da marzo. C’è chi e sono in molti a Delebio, non riceve la corrispondenza da quasi un mese. Il problema non riguarderebbe solo il Comune della Bassa Valtellina, ma diversi altri paesi della provincia di Sondrio, tant’è che alcuni sindaci e anche il presidente di palazzo Muzio Luca Della Bitta si sono rivolti al Prefetto Giuseppe Mario Scalia, ma i disservizi nelle ultime settimane sarebbero aumentati, anziché diminuire. Lo segnalano le aziende: «Noi da almeno tre settimane non riceviamo fatture, bollette, ricevute - afferma la titolare di un’impresa di trasporti di Delebio - ho dovuto farmi mandare tutta la documentazione via mail a causa dei ritardi, ma se il servizio c’è, deve essere garantito, altrimenti rischiamo alla lunga di incorrere in problemi contabili e fiscali seri». Allo sportello reclami di Poste Italiane pare si siano rivolti diversi cittadini nelle ultime settimane, chiaramente esasperati dal disservizio che oltre al disagio può creare seri problemi. «Il problema, ci è stato detto dai responsabili locali della società delle Poste è imputabile alla carenza di personale - riferisce il sindaco di Delebio, Marco Ioli, che incalzato dai suoi concittadini si è subito attivato - all’inizio erano riusciti a garantire la consegna della corrispondenza a giorni alterni, ma le segnalazioni in questi ultimi giorni sono ulteriormente cresciute e i ritardi cominciano a diventare lunghi. Posso portare un esempio personale - aggiunge - il primo aprile mi è scaduta l’assicurazione dell’auto, invece di andare a ritirarla in agenzia, ho pregato di farmela spedire via posta, ma a tutt’oggi non ho ricevuto nulla e siamo quasi a fine mese». Così non vengono recapitati i quotidiani, i settimanali, una signora di Delebio ci dice che non riceve la sua rivista preferita dal 29 marzo, ma se molti utenti del gas o del servizio elettrico o telefonico ormai ricevono le bollette via mail, ci sono ancora diverse famiglie o persone anziane, non allacciate alla rete, che si affidano alla tradizionale busta delle lettere. La corrispondenza però non arriva e quando arriva, capita che la data di scadenza dei pagamenti, sia stata abbondantemente superata. C’è chi registra anche ritardi nella consegna delle raccomandate. «Il problema riguarda le aziende e le persone più anziane - conferma ancora il sindaco Ioli - speriamo che qualcosa si muova, noi come amministratori i passi necessari li abbiamo già fatti».
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Danni alle piante di acacia Problemi anche per il miele (ven, 28 apr 2017)
Non solo i meleti e i vigneti sono stati pesantemente colpiti dal gelo della scorsa settimana. Danni consistenti vengono rilevati anche in vista della produzione del miele di acacia che, per il quarto anno, avrà una produzione ridotta. Ad affermarlo ... Non solo i meleti e i vigneti sono stati pesantemente colpiti dal gelo della scorsa settimana. Danni consistenti vengono rilevati anche in vista della produzione del miele di acacia che, per il quarto anno, avrà una produzione ridotta. Ad affermarlo l’apicoltore di Villa di Tirano, Gianpietro Moltoni, che ha intenzione di contattare Api Lombardia per chiedere di proporre lo stato di calamità per il miele di acacia. E, dopo il gelo, la batosta – secondo Moltoni – è arrivata con la pioggia che, seppure tanto attesa per dare acqua ai campi assetati, ha fatto cadere molti fiori presenti sui rami. «Se diamo un’occhiata alle piante di acacia del fondovalle da Colico fino a Grosotto si nota che il gelo le ha bruciate – spiega Moltoni -. Prima che arrivasse il gelo i rami avevano delle foglioline e stavano mettendo dei bocciolini che sono stati compromessi dal gelo che, per tre notti di seguito, ha colpito la Valle. Le piante che, invece, avevano già i fiori sono state rovinate. Le zone danneggiate - aggiunge Moltoni - sono quelle a 200-300 metri di quota. Bisogna sperare che nelle parti alti qualcosa si sia salvato, anche se l’area più redditizia e proficua per l’acacia è ad altezze basse. Ad esempio a Poggiridenti nel piano le foglie sono appassite e i fiori bruciati, nella parte alta va meglio». Il problema secondo l’apicoltore villasco che possiede alveari anche a Poggiridenti, è che già l’anno scorso si era perso il 75 per cento di miele di acacia a livello nazionale e locale. «Quand’era iniziata la fioritura, era cominciato a piovere e dunque abbiamo avuto solo il 25 per cento della produzione di miele di acacia - ricorda Moltoni -. Ma anche i due anni precedenti erano andati male. Pensavamo di aver toccato il fondo, invece, anche il 2017 sarà un anno negativo per il miele di acacia che, peraltro, è fra i più richiesti dal consumatore. Le scorte, che avevamo accantonato, sono finite. In azienda non ho vasi, anche se molti clienti mi richiedono questo miele. Sul mercato si trovano prodotti provenienti dall’Est europeo, ma di dubbia qualità dal mio punto di vista». Il colpo di grazia pare averlo dato la pioggia di ieri e che proseguirà, sembra, fino a domani. «I fiori sulle piante sono caduti perché debilitati dal gelo e poi dal vento forte che è spirato settimana scorsa – prosegue Moltoni -. L’acacia sembra una pianta forte, ma non lo è affatto. Eppure le superfici coltivate ad acacia sono estese. È un vero peccato. Intendo contattare Api Lombardia perché metta la mani avanti di fronte a questa problematica. Ricordo che il miele di acacia rappresenta il 30 per cento della produzione nazionale».
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Lavoro nero al centro di accoglienza Arrivano le sanzioni per il responsabile (ven, 28 apr 2017)
Colorina: i carabinieri avevano scoperto tre persone occupate in mansioni irregolari. Le posizioni sono state sanate, ma restano le violazioni e l’evasione dei contributi Inps. Sei mesi dopo i controlli, sono arrivate le sanzioni. Il caso è quello del centro di prima accoglienza di Colorina, nel quale i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Sondrio avevano effettuato un’ispezione il 15 ottobre dell’anno scorso. In quella occasione erano state riscontrate alcune irregolarità. In particolare, erano stati trovati due lavoratori italiani che prestavano la propria opera in nero. Uno aveva la mansione di coordinatore e responsabile della struttura, l’altro di addetto alle pulizie. Era stata considerata irregolare anche la posizione di un terzo lavoratore, anche in questo caso si tratta di un italiano, in possesso sì di un contratto di assunzione, ma con mansioni diverse da quelle effettivamente svolte. Le irregolarità, come prevede la legge, erano state attribuite al legale rappresentante della società Villa dei Tigli che gestiva il centro di accoglienza al civico 6 di via Tamuscia. Oltre ai tre italiani, anche uno straniero era stato sorpreso a lavorare in nero: un cittadino nigeriano che ufficialmente non risultava neanche presente nella struttura. Benché fosse in possesso di regolari documenti di soggiorno, l’uomo era risultato essere non un “ospite alloggiato”, ma un vero e proprio lavoratore in nero che svolgeva mansioni da interprete, accompagnatore e mediatore culturale. C’erano tutti i presupposti per un provvedimento di sospensione dell’attività, che però non è stato adottato per problemi di ordine pubblico legati alla funzione di accoglienza della struttura. Sono stati però allontanati i lavoratori in nero, in attesa della completa regolarizzazione della loro situazione professionale. I militari del comando provinciale dell’Arma hanno anche diffuso i dati relativi all’attività del nucleo per la tutela del lavoro relativi al 2016. In tutto sono state controllate 71 aziende ed esaminate le posizioni lavorative di 200 persone. Di queste, 30 sono risultate lavorare in nero. Sette invece le attività sospese, proprio per l’irregolarità di alcune posizioni lavorative. La somma delle sanzioni contestate ammonta a 112.885 euro. Quella effettivamente riscossa è pari a 19.476 euro. In 16 casi le violazioni hanno avuto carattere penale. Nessun arresto, ma 16 denunce a piede libero. Sono anche stati controllati tre minorenni, ma nessuno di loro è risultato irregolare. Nessun caso accertato di lavoro minorile, insomma. Sono 52 invece i cittadini extracomunitari sottoposti a controllo. Nove di loro si sono rivelati irregolari e 4 clandestini. Dieci infine le persone denunciate a piede libero per violazioni delle norme di sicurezza negli ambienti di lavoro.
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Piuro, dopo l’incendio anche i sassi sulla strada (ven, 28 apr 2017)
La pista forestale di Savogno è stata invasa da sassi e fusti bruciacchiati a causa della pioggia dopo l’incendio. La strada è chiusa e, quindi di pericoli non ce ne sono ma a vederla in questi giorni fa veramente spavento. É arrivata la pioggia e con essa si cominciano a vedere i segni che l’incendio divampato la scorsa settimana tra Piuro e Villa di Chiavenna ha lasciato sul territorio. E sulle infrastutture. La pista forestale che da Bregalone sale verso il borgo di mezza costa di Savogno è impraticabile, non solo per l’ordinanza comunale, ma anche perché nelle scorse ore vi sono cadute decine di massi di svariate dimensioni e si sono schiantate molte piante. Effetto dello scivolamento del materiale verso valle a causa della distruzione degli ancoraggi da parte del fuoco: «La situazione è questa - commenta il sindaco di Piuro, Omar Iacomella - e ora sarà necessario un intervento del geologo, in collaborazione con la Comunità montana, per valutare lo stato del versante. Ovviamente la strada rimarrà chiusa». E rischia di rimanerlo ancora per un po’. Non è solo la carrozzabile sterrata a preoccupare, però. «C’è una situazione di instabilità diffusa anche del versante sopra l’abitato di Savogno - spiega il primo cittadino - e non è escluso che nelle prossime ore ci possano essere massi che rotolino fino al paese». Il borgo non è mai stato evacuato dalle autorità nemmeno durante l’incendio e da sabato è tornato accessibile dai sentieri di Borgonuovo e Prosto, ma è una situazione da tenere monitorata.
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«La pioggia, manna per gli agricoltori» (ven, 28 apr 2017)
Dopo quattro mesi di siccità pressoché ininterrotti con solo pochi giorni di precipitazioni in febbraio, dopo anche l’incubo delle gelate che hanno funestato nella scorsa settimana piantagioni e raccolti, si può dire che, «finalmente arriva il brutto tempo» Pioggia a più non posso e il mondo agricolo tira il fiato. Dopo quattro mesi di siccità pressoché ininterrotti con solo pochi giorni di precipitazioni in febbraio, dopo anche l’incubo delle gelate che hanno funestato nella scorsa settimana piantagioni e raccolti, si può dire che, «finalmente arriva il brutto tempo». Nel senso che piove, ma, come dicono i meteorologi, “è una pioggia normale”, «Pioggia primaverile, che si accompagna a temperature abbastanza basse in quota». L’afflusso di aria fredda atlantica sta caratterizzando la settimana e le precipitazioni si susseguiranno fino a venerdì. «Pioggia con precipitazioni insistite, non violente e distribuite nell’arco della giornata, quello che tutti aspettavamo, per l’agricoltura è una manna», dicono sollevati gli agronomi sondriesi. Dal Centro nivometeorologico di Arpa Lombardia, l’agenzia regionale per l’ambiente, sede di Bormio si commenta un clima che “ritorna nei binari giusti”. «Fino a venerdì – hanno detto dal centro di monitoraggio del clima, da Bormio, i meteorologi previsori del tempo – la pioggia continuerà e non sarà un intervallo nel ciclo di gran secco che ha contraddistinto i mesi scorsi. Dai dati in costante sviluppo – è stato spiegato – il tempo sembra sì migliorare leggermente per sabato e domenica, ma con la settimana prossima si annunciano comunque accenni di variabilità. Non ci sarà più quella stabilità climatica del periodo che ci stiamo mettendo alle spalle e sembrano annunciarsi passaggi sporadici di altre perturbazioni». «Potrebbe piovere di nuovo martedì e tra martedì e mercoledì. Teniamo sempre delle riserve – viene puntualizzato – dato che l’affidabilità delle previsioni ha margini precisi solo entro le 72 ore. È prevista neve in quota, zero termico che è sceso ai duemila metri e si stimano nei giorni in corso precipitazioni piovose con quantitativi notevoli, si calcolano circa 100 millilitri di acqua piovana spalmati sui tre giorni, da mercoledì a venerdì. Sono quantitativi importanti, il gran secco – viene spiegato – sembra essere alle spalle». Da Fondazione Fojanini, il centro di studi agricoli di via Valeriana, dopo mesi di monitoraggi angosciati per il gran secco, la siccità, le gelate si commenta un clima nella norma. «Una pioggia che risolve – ha detto il tecnico agronomo Martino Salvetti – e che arriva in tempo. Se il periodo siccitoso si fosse protratto – precisa – in agricoltura avremmo potuto avere seri problemi alle coltivazioni, invece archiviamo i duri eventi climatici e i danneggiamenti legati al gelo e recuperiamo in queste ore un contesto di normalità stagionale. Che giova alle colture, allo sviluppo delle piante». Si commenta anche la neve in quota, si stimano caduti solo ieri 40 centimetri di fresca sopra i 2000 metri di quota. La peronospera «Dopo lo stress siccitoso dei mesi passati queste precipitazioni sono una manna. Se l’acqua va a reintegrare la disponibilità idrica dei vigneti, il tenore idrico dei terreni, la neve porta una boccata d’aria ai ghiacciai, consumati dal gran secco. Con le prime piogge intense ci dovremo preparare sulla vite ad affrontare la peronospera, ma questo è un fatto normale sul fronte delle azioni di difesa colturale. Ci prepariamo insomma ad una stagione un po’ più normale con alternanza di sole e pioggia, una primavera normale e le condizioni dei campi adesso dovrebbero ristabilirsi un po’» dicono gli esperti
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Levissima, la produzione a più 4% (ven, 28 apr 2017)
Cifre importanti nel bilancio del gruppo Sanpellegrino, che ha uno stabilimento di punta a Valdisotto. Fatturato di 895 milioni di euro, metà dei quali grazie all’estero. In Italia le vendite spinte dal marchio valtellinese. Un giro d’affari di 895 milioni di euro, 3,7 miliardi di bottiglie prodotte e un export in netta crescita, nel corso del 2016, con un incremento del fatturato del 6,9% sui mercati internazionali. Cifre importanti quelle racchiuse nel bilancio del gruppo Sanpellegrino che ha un suo stabilimento di punta, quello della Levissima, ubicato nel comune di Valdisotto dove, nel corso del 2016, è stato registrato un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Il gruppo Sanpellegrino, leader nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, con circa 1.500 dipendenti e prodotti esportati in oltre 150 paesi nel mondo, ha chiuso il 2016 con un fatturato di 895 milioni di euro oltre la metà dei quali riguardano il continuo e costante incremento delle vendite estere. Le performance realizzate sui mercati internazionali, in crescita del 6,9% rispetto al 2015, sono state trainate da S. Pellegrino e Acqua Panna. Le esportazioni delle due acque minerali, simbolo del fine dining italiano nel mondo, insieme alle bibite a marchio Sanpellegrino, rappresentano oggi il 54% del giro d’affari complessivo. Il 2016 è stato un anno record per l’acqua minerale S. Pellegrino, che ha raggiunto un miliardo di bottiglie vendute nel mondo, con un incremento del 5% rispetto al 2015. Anche Acqua Panna ha chiuso il 2016 in crescita rispetto all’anno precedente. «Siamo soddisfatti delle performance del 2016, che si è chiuso con un risultato sostanzialmente in linea con l’anno precedente. - ha dichiarato Stefano Agostini, presidente e amministratore delegato del Gruppo -. Sebbene non si siano ripetute le straordinarie condizioni di mercato del 2015, nel quale le vendite erano state trainate da un’estate eccezionalmente calda e dall’Esposizione Universale, il segmento dell’acqua minerale ha confermato i volumi del 2015 confermandosi prodotto d’elezione da parte dei consumatori di tutto il mondo che scelgono, sempre più spesso, un’idratazione di qualità». Sul mercato domestico il Gruppo Sanpellegrino ha registrato un fatturato di 416,5 milioni di euro, rafforzando la propria posizione nel canale retail moderno e la propria leadership a volume. In Italia le vendite sono state spinte dal marchio Levissima che è cresciuto del 4% nel 2016, mentre il brand Nestlé Vera ha registrato un incremento dell’1,3% a volume. «Siamo orgogliosi di aver raggiunto un traguardo straordinario, portando un miliardo di bottiglie della nostra celebre acqua con la stella rossa sulle tavole di tutto il mondo. Il successo conseguito da S.Pellegrino rinnova l’affermazione del nostro marchio come emblema del made in Italy nel mondo – ha continuato Agostini -. Grazie a prodotti, apprezzati in oltre 150 paesi, come S.Pellegrino, Acqua Panna e le bibite a marchio Sanpellegrino, il nostro giro d’affari sui mercati internazionali è cresciuto, con incrementi del 5% in Germania, dell’8,2% negli Stati Uniti, e picchi del 10,6% in Francia e del 10,7% nel Regno Unito». Il 2016 si è chiuso anche con l’annuncio di un investimento di 90 milioni di euro per la realizzazione della Flagship Factory di San Pellegrino Terme, la nuova casa dell’acqua minerale S.Pellegrino, progettata dal famoso Archistar danese Bjarke Ingels a capo dello studio di architettura internazionale Big (Bjarke Ingels Group).
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